Apertamente

di Livio Sirovich da Il Piccolo del 22/9/2016 -  A ricordare l’annuncio delle leggi razziste italiane del 1938 in Piazza Unità c’erano molte persone e questo è comunque positivo. Ottimo il discorso dell’oratore principale (Luciano Santin). Ma il taglio generale della manifestazione mi è sembrato criticabile: troppo spazio a testimonianze non riferite alla persecuzione antiebraica, e poi la richiesta di affiancare la targa “per gli ebrei” con un’altra, plurilingue, dedicata a perseguitati politici, sloveni, omosessuali, zingari. Ricaschiamo così nel tipico circolo vizioso triestino, per cui quando si ricorda la persecuzione antislovena qualcuno salta su a rivendicare il ricordo dell’esodo istriano o le esecuzioni sommarie di fine guerra, e viceversa; come se una commemorazione potesse stemperare o neutralizzare l’altra.

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News - Italia

di Carlo Pegorer del 22/9/2016 - Il dibattito sulle riforme costituzionali sta entrando nel vivo in vista del voto a cui saranno chiamati gli Italiani per il referendum sul disegno di legge che modifica, in maniera sostanziale, oltre un terzo degli articoli della seconda parte della nostra carta fondamentale. Al di là dei vari aspetti che la riforma propone nel suo complesso, vanno attentamente valutate le ricadute che si innescheranno sulla nostra specialità regionale. Chi si è cimentato in un'attenta analisi della parte della riforma riguardante le Regioni e Province autonome sa bene che nelle disposizioni transitorie, al comma 13 articolo 39, Capo IV, sostanzialmente si rinvia l'applicazione  delle nuove disposizioni costituzionali.

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News - Italia

di Marco Tarchi da Italiani Europei - La capacità delle forze populiste di sfruttare dal punto di vista elettorale le esplosioni di emotività collettiva suscitate dall’opposizione all’immigrazione e dalla protesta antipolitica non basta a spiegarne pienamente il successo. Diverse sono le ipotesi interpretative a riguardo, che da una parte sottolineano la capacità di questi partiti di combinare il radicalismo verbale e la politica simbolica con gli strumenti del marketing politico, dall’altra tendono a spiegarne il ruolo crescente inserendoli all’interno dello scenario più generale di trasformazione della politica nelle società postindustriali, da un’altra ancora ne evidenziano la capacità di risposta all’inquietudine di molti cittadini europei di fronte a fenomeni ai quali non erano preparati, in primo luogo la trasformazione delle società in senso multietnico e multiculturale.

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News - Mondo

di Silvia Morosi e Paolo Rastelli da Poche Storie blog - Per molti è l’altro 11 settembre, l’avvenimento “minore” di una data che ha cambiato il corso della storia recente. Il 1973 è ben più lontano dal 2001: le immagini della caduta delle Torri Gemelle e dello spaventoso attacco che ha messo in ginocchio gli Stati Uniti e ci ha reso tutti più vulnerabili sono ancora vive. Anche dopo 15 anni. Certo, il mondo era già cambiato prima, con il crollo del muro di Berlino nel 1989 e con il collasso dell’Unione sovietica nel 1991, ad esempio. Ma dal 2001 sono cambiate le nostre abitudini e la grande potenza americana ha visto crollare il mito della propria inviolabilità territoriale e del suo splendido isolamento. Facendo diventare quel ricordo d’oltre Atlantico quasi familiare (lo abbiamo ricordato anche l’anno scorso a Expo).

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News - Mondo

di Fortunato Musella da Italiani Europei del 1/9/2016 - I partiti dell’estrema destra per la prima volta conquistano larghe fette dell’elettorato, candidandosi per la guida di alcuni dei più importanti paesi occidentali. Riallacciandosi allo spirito populista del tempo, fanno leva sulla crisi della rappresentanza e su importanti cambiamenti strutturali della società. Una sintonia che tuttavia non assicura la legittimità di forze che fanno traballare, dall’interno, le democrazie europee. Sono stati a lungo considerati un’insidiosa sopravvivenza del passato, spia del malessere covato in seno alle democrazie consolidate. Con la complicità della crisi, economica e politica insieme, i partiti di estrema destra guadagnano ora terreno in numerosi paesi europei, raggiungendo proporzioni elettorali insperate sino qualche anno fa. Per i governi in carica, e i cittadini moderati, il pericolo di una loro affermazione, per il momento scampato, resta tuttavia in agguato.

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News - Economia

di Vincenzo Comito da Sbillanciamoci.info del 25/9/2016 - Quelli che venivano considerati sino a non molto tempo fa come i veri padroni del mondo devono ormai sottostare ad analisi mediatiche poco riverenti
Le vacanze estive, ormai comunque passate da qualche tempo, non sembrano avere prodotto delle novità positive di qualche rilievo per quanto riguarda l’economia dei paesi occidentali e dell’Europa in particolare, come sottolinea, tra l’altro, ad esempio, l’ultimo rapporto OCSE (OECD, 2016) e la ripresa dei lavori si sta svolgendo in un clima piuttosto depresso, non solo in Italia, paese che comunque sembra soffrire, come al solito, più degli altri.

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News - Economia

di Donatella Sasso da EastJournal del 18/9/2016 - Nel film del 2015 The Eichmann show di Paul Andrew Williams, il regista Leo Hurwitz, chiamato a Gerusalemme per riprendere le varie fasi del processo ad Eichmann, una sera si trova su una terrazza che si affaccia sulla città vecchia. È insieme a uno dei suoi operatori. Nei giorni precedenti gli ha letto negli occhi un certo disagio, l’emergere repentino di emozioni destabilizzanti e dolorose mentre riprende Eichmann e i testimoni. Nella calma notte di Gerusalemme il regista chiede al suo collaboratore: “Sei stato ad Auschwitz?” e lui risponde di sì.

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News - Mondo

di Jerome Massiani e Francesco Ramella da LaVoce.info del 23/9/2016 - Tutte le candidature olimpiche sono precedute da stime ottimistiche sui risultati economici che dovrebbero produrre. Ma la realtà è spesso diversa. E i costi degli investimenti sbagliati ricadono sulla collettività, non sui promotori. Quello che manca nelle analisi costi-benefici per Roma 2024. Un volano per l’economia locale? Il caso di Torino. Secondo l’opinione comune l’organizzazione dei giochi olimpici, così come di altri “grandi” eventi, rappresenta un volano per il rilancio dell’economia del territorio interessato. L’argomento fu ampiamente utilizzato, per esempio, dai promotori delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.

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News - Italia

di Carlo Scarpa da LaVoce.info del 5/9/2016 - Non è semplice valutare dall’esterno la gestione delle municipalizzate romane. Ma in generale le imprese pubbliche si reggono su un delicato equilibrio tra poteri di indirizzo della politica e responsabilità di amministratori e dirigenti. Se non si rispettano i ruoli, si rischia la peggior deriva. Trasporti e rifiuti sotto accusa. Premetto che chiunque provi ad amministrare Roma gode – per il coraggio che così manifesta – la mia assoluta ammirazione. E premetto che – da amministratore di una azienda pubblica in un contesto assai più semplice – in queste osservazioni riverserò la mia esperienza personale; lascio ai lettori valutare se il potenziale conflitto di interessi, che non ho alcuna intenzione di celare, possa entrare da qualche parte.

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News - Italia

di Edoardo Zanchini da Italiani Europei del 2/9/2016 - È dimostrato che proprio le città possono essere il campo di un rilancio economico fondato su innovazione e riqualificazione degli spazi urbani capace di creare e attrarre le imprese della green economy oltre che un turismo fuori dai soliti circuiti delle città d’arte. Perché ciò accada è però necessario compiere un grande salto in avanti nelle politiche, superando l’approccio basato sugli interventi incrementali business as usual, cambiando il paradigma della mobilità, chiudendo il ciclo dei rifiuti, attuando una rivoluzione nella generazione energetica distribuita all’interno degli agglomerati urbani, riqualificando il patrimonio edilizio e realizzando abitazioni a prezzi accessibili all’interno delle città.

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News - Economia

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