Apertamente

di Stefano Pizzin del 27/06/2016 - Giovanni Tomasin, evocando il “dolce naufragar” di Leopardi, ha evidenziato come quel disperdersi nell’universo faccia parte dell’essenza umana; eppure, la nostra essenza, forse, non sta in quel “dolce”disperdersi ma nell’accorgerci che quell’universo ci è ostile, o almeno indifferente, e la nostra essenza è quella di agire, tramutare ciò che ci sta intorno e modificarlo in regione della nostra esistenza. Come il navigatore del “Dialogo della natura e un islandese”, viviamo in un mondo ostile che ci obbliga a difenderci e ad agire. Mai da soli però; l’uomo nel mondo, nonostante le utopie e le ideologie individualiste dell’ultimo pezzo del secolo scorso e che ancora dettano legge, non si salva come individuo e quello “homo homini lupus” che pare diventato il motto della nostra epoca continua a lasciarci indifesi davanti a una natura matrigna.

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News - Cultura

di Paolo Polli del 27/06/2016 - E' uscito in questi giorni nelle librerie l'ultimo lavoro  di Roberto Covaz, La casa del Duce, edito dalla LEG di Gorizia, presentato in anteprima alla recente rassegna èStoria. Covaz, giornalista, scrittore, attento e curioso narratore delle vicende di questa nostra complessa e controversa terra di confine, ambienta i suoi ultimi lavori, lui bisiaco doc, a Gorizia , in periodi diversi ma con un filo conduttore evidente. Mi riferisco a " Gorizia nella Grande Guerra " , a " La domenica delle scope " e, ora, " La casa del Duce ", libro che ha colto appieno il tema dell' ultima edizione di èStoria, Schiavi, e  cioè l'occasione di riflettere sulla libertà negata, la libertà cercata, la libertà conquistata. Quello di Covaz è racconto che ripercorre gli anni del secondo conflitto mondiale, partendo dal 1938 e poi concentrandosi dal 25 luglio 1943, alla caduta del fascismo, terminando nei primi giorni del maggio 1945, quando la fine del conflitto si intrecciò con la tragica contesa tra Italia e Jugoslavia, Oriente e Occidente, per il controllo delle nostre terre di confine.

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News - Cultura

di Rodolfo Toè da Osservatorio Balcani e Caucaso del 16/06/2016 - Storie di identità sospese, la difficoltà di fare i conti col passato e il significato di essere bosniaci in Italia, sono i temi dell'ultimo libro della scrittrice Elvira Mujčić. “Dieci prugne ai Fascisti” (Elliot, 2016 pagg. 152). Si intitola così l'ultimo libro, uscito soltanto poche settimane fa, firmato dalla scrittrice italo - bosniaca Elvira Mujčić. Una storia che parte dalla morte della nonna della protagonista, Lania, e dalla necessità di darle sepoltura nella propria città natale – Srebrenica. Attorno a questa trama si dipana il racconto di una famiglia, di un'identità ancora sospesa tra l’Italia di oggi e la Jugoslavia di prima della guerra, e del trauma legato a un padre dato per disperso nel luglio 1995 (quando le truppe serbe di Ratko Mladić entrarono in città, uccidendo più di ottomila bosgnacchi) e mai più ritrovato. Osservatorio Balcani e Caucaso ha incontrato l'autrice.

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News - Mondo

di Giovanni Tomasin - Il dolce naufragare di Leopardi è un'esigenza connaturata all'essere umano. Unico animale dotato di autocoscienza, almeno a tale livello di complessità, l'uomo non è che un punto disperso nelle infinite distese del cosmo: in queste l'occhio trova rappresentazione tangibile di come il mondo in cui l'individuo è gettato trascenda le sue capacità di comprensione. Una Weltanschauung che non tenga conto di questo elemento, di volta in volta perturbante o esaltante, è monca. Somiglia a un uomo che coltivi soltanto il suo giardino senza accorgersi della foresta che cresce a pochi passi dalla staccionata. Tocchiamo qui un dominio da sempre pertinenza della religione e dell'arte, ma il nostro intento è concentrarci sulla politica.

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News - Italia

di Franco Belci da Il Piccolo del 27/06/2016 - Il confronto tra il “si” e il “no” al referendum sulla riforma costituzionale è partito da subito con toni alti. Il premier ne porta, oggettivamente, la principale responsabilità avendo messo in palio se stesso e semplificato al massimo, in questo senso, la comunicazione, con valutazioni del tutto fuorvianti rispetto al merito: lo scontro sarebbe tra “inciucisti” (chi sostiene le ragioni del “no”) e “non inciucisti” (chi sostiene quelle del “si”). A dargli una robusta mano sono stati la ministra Boschi, che ha contrapposto partigiani autentici (per il “si”) e non autentici (per il “no”) e il collega  Franceschini per il quale il “no” sarebbe nientemeno che “un vero atto contro il Paese”.

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News - Italia

di Sergio Bruno da Sbilanciamoci.info del 22/06/2016 - Thomas Fazi e Guido Iodice hanno avanzato una proposta per stimolare le economie europee attraverso investimenti pubblici finanziati in deficit. Ecco perchè potrebbe funzionare
Guido Iodice e Thomas Fazi (I&F), anticipando un articolo che comparirà sul Journal of Progressive Economy1, hanno pubblicato una proposta molto interessante2 in merito alla possibilità di stimolare le economie europee attraverso investimenti pubblici finanziati in deficit.

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News - Economia

di Renzo Furlano del 27/06/2016 - Presentare Cormònslibri 2016 a cinque mesi dall’inaugurazione, quest’anno è fissata per giovedì 23 novembre con il titolo “Stupore”, anche se l’anteprima del festival inizierà il 17 e l’intera kermesse terminerà il 4 dicembre, non è cosa facile per l’assoluta incertezza della disponibilità economica. Il Festival negli anni è cresciuto notevolmente sia come proposte che come spettatori e visitatori, e le quasi 10 mila persone presenti nei 19 giorni di manifestazione con oltre 70 eventi nella scorsa edizione, lo fanno divenire uno dei più importanti Festival letterari e dell’informazione in regione e non solo.

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News - Cultura

di Franco Belci - Ha sorpreso molti l’esplicito e convinto schierarsi per il “si” al referendum costituzionale espresso da Roberto Benigni in una recente intervista a Ezio Mauro. Lo sono stato anch’io: non tanto per il pronunciamento in sé, ma anche e soprattutto per le argomentazioni usate. Provo a farne un piccolo collage. Di fronte alla descrizione entusiasta della Carta con la quale l’attore esordisce, Ezio Mauro gli chiede: <<E allora, che bisogno c’è di cambiarla, questa Costituzione? Infatti, - risponde Benigni - farebbero bene ad attuarla, prima di pensare a cambiarla>>. Qui c’è un primo, importante punto di riflessione. E’ sempre difficile stabilire il grado di “attuazione” di qualsiasi Costituzione, compresa la nostra, eppure un bilancio andrebbe fatto per veder chiaro nelle maglie del referendum. 

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News - Italia

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