Apertamente

di Stefano Pizzin del 9/12/2016 - 23 ottobre, Budapest, piazza Kossuth, si commemora l'insurrezione ungherese del 1956 sedata nel sangue dai carri armati sovietici, a prendere la parola è il primo ministro Viktor Orban, il capo del partito di destra Fidesz, l'uomo che ha stravinto le ultime elezioni politiche, controlla il Parlamento, la stampa, l'economia e tutte le istituzioni del Paese. Inizia a ricordare le vittime della rivolta, esalta l'orgoglio nazionale, sfuma sul ruolo dei sovietici, dovendo gestire i suoi buoni rapporti con la Russia di Putin e, infine, parte con uno dei suoi cavalli di battaglia: l'invettiva contro l'Unione europea.

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News - Europa

di Luisa Chiodi, Marzia Bona da Affari Internazionali del 05/12/2016 - Nonostante le rassicurazioni dei leader della regione circa l’impegno dei rispettivi Paesi a proseguire il cammino europeo e le dichiarazioni dei vertici europei, il referendum per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, Ue, ha aumentato l’incertezza sul futuro dei Balcani occidentali. La partita dell’integrazione europea si gioca ormai a livello politico mentre l’istituzionalizzazione del processo garantita dal lavoro della Commissione europea ne garantisce solo la prosecuzione tecnica nel medio periodo.

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News - Europa

di Guglielmo Ragozzino da Sbilanciamoci.info del 6/12/2016 - All’inizio del XX secolo il maggior problema ambientale di Londra, la città più grande e moderna del mondo non era lo smog o il Tamigi torbido e maleodorante per gli scarichi dell’industria, ma era lo sterco lasciato in strada dai trecentomila cavalli presenti in città. La città d’altro canto funzionava per merito dei cavalli. Senza di essi la metropoli, con i suoi dieci milioni di abitanti non sarebbe nata. La notazione-cavalli è di The Economist che la pone in apertura della sezione The burning question Climate change in the Trump era,dal titolo A Special Report on the Oil Industry.

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News - Mondo

di Giulio Mellinato - Nel 1882, Italia ed Austria-Ungheria (assieme alla Germania) firmarono una alleanza che impegnava gli stati contraenti essen-zialmente sul piano politico. Nel 1915 l’Italia entrava in guerra contro gli ex alleati, in primo luogo sulla base di rivendicazioni territoriali, che però contenevano al loro interno anche una evidente valutazione delle potenzialità economiche connesse con quello stesso auspicato riordi-namento territoriale. In particolare con riferimento a Trieste, la propaganda irredentista sottolineava soprattutto gli aspetti positivi della presenza marittima austriaca nei porti italiani, considerando la collaborazione tra i due sistemi di mobilità marittima non solo come possibile, ma sponta-neamente attuabile, con mutuo beneficio, allorquando fossero stati sciolti i vincoli asburgici, considerati come artificiali ed economicamente soffocanti.

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News - Mondo

di Massimiliano Mazzanti da Sbilanciamoci.info del 18/11/2016 - Una recensione del libro di Sergio Cesaratto, “Sei lezioni di economia”, appena uscito per le edizioni Imprimatur. Utile compendio per capire la crisi più lunga e qualche idea per provare a uscirne
Le ‘sei lezioni di economia’ di Sergio Cesaratto sono un’occasione importante di studio e riflessione per studenti, ricercatori e ‘policy makers’, in tutti tre i casi intesi in un ampio significato. Lezioni di economia e politica, ponendo il tema della distribuzione e formazione del reddito al centro del discorso teorico. Gli studenti possono cogliere l’occasione di studiare e approfondire temi che non fanno generalmente più parte dei corsi di studio di Economia, a parte alcune eccezioni sparse.

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News - Economia

di Franco Belci del 9/12/2016 - Prima e dopo l’esito del referendum alcuni esponenti del PD, a livello nazionale e locale, hanno sollecitato la dirigenza nazionale del proprio partito a creare le condizioni per una rinnovata alleanza di centrosinistra. Sono convinto anch’io che si tratti dell’unica prospettiva politica capace di dare una direzione di marcia allo sviluppo, di produrre coesione nel Paese, di ridurre le fratture, di recuperare una parte dell’astensionismo. Occorre tuttavia essere consapevoli che una stagione del centro sinistra è finita e molti dei soggetti che ne sono stati protagonisti si sono disgregati o hanno imboccato altre strade. Per ricostruire un’alleanza è dunque indispensabile una profonda riflessione nell’uno e nell’altro campo, che parta da un presupposto: la Sinistra è da tempo in crisi di identità, in Italia come in Europa.

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News - Italia

di Giovanni Siciliano da lavoce.info del 7/12/2016 - Una eventuale uscita dell’Italia dall’euro avrebbe gravi conseguenze. Gli investitori esteri abbandonerebbero il nostro paese e si avrebbe una forte riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, con effetti su consumi e attività produttiva. Scenari peggiori con la dissoluzione della moneta unica. I pericoli della fase transitoria. La vittoria del “No” nel referendum sulla riforma costituzionale – che, tra l’altro, rafforza i movimenti anti-establishment – e prima ancora l’esito della consultazione sulla Brexit riportano alla ribalta la richiesta di alcuni settori politici di un’uscita del nostro paese dall’euro.

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News - Europa

di Fausto Pellecchia da MicroMega del 9/12/2016 - Nella crisi della democrazia che stiamo vivendo, l’adesione politica ai partiti e agli schieramenti che muovono la macchina elettorale, sta diventando sempre più cieca e ideologica - nel significato tecnico di “falsa coscienza” introdotto dal marxismo. Anche grazie alla manipolazione promossa dagli opinion maker della grande stampa, fede politica e tifo calcistico mostrano inquietanti analogie. Se, ad esempio, la Juventus, da un anno all’altro, cambiasse tutti i suoi calciatori e il trainer (eventualità che il calcio-mercato ha reso tutt’altro che impossibile), adottando peraltro il modulo di gioco della Roma, non per questo i tifosi romanisti passerebbero alla Juventus né quelli della Juventus alla squadra capitolina.

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News - Italia

di Anna Donati da Sbilanciamoci.info del 9/11/2016 - L’11 novembre entra in vigore la legge Madia. La Legge Obiettivo, pur abolita, in realtà avrà un regime transitorio davvero lungo ed insostenibile per cambiare realmente strategia. E la corsa alle grandi opere prosegue. Sulle infrastrutture ed insediamenti produttivi arriva il Decreto del Presidente della Repubblica con il Regolamento di semplificazione in attuazione della Legge Madia. E’ il DPR n.194 del 12 settembre 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27/10/2016 e che entrerà in funzione l’11 novembre 2016.

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News - Italia

di Ingrid Colanicchia da MicroMega del 19/11/2016 - «Ni una mujer menos, ni una muerta más». Non una donna in meno, non una morta in più. Si racconta che dicesse spesso così Susana Chávez, la poeta messicana, attivista per i diritti umani, che ha speso gran parte della sua vita per denunciare i femminicidi che hanno reso tristemente nota Ciudad Juárez, la città dove era nata e dove, nel 2011, a soli 36 anni, ha trovato la morte: mutilata e uccisa con tutta probabilità per quella sua stessa battaglia. La speranza di Susana non si è tradotta in realtà: da allora, in Messico e non solo, di morte ammazzate per mano di un uomo ce ne sono state tante. Al punto che “Ni una menos” è diventato il nome di un intero movimento che in America Latina riempie le piazze per dire no alla violenza sulle donne.

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