Apertamente

di Francescomaria Tedesco da Il Fatto Quotidiano del 22/7/2016  - Per l’amor di Dio, si può non trasformare la battaglia per il No al referendum costituzionale di ottobre nella battaglia dei vecchi arnesi della politica venuti a dirci come si sta al mondo? Questa deve essere una battaglia dei giovani per il futuro. È chiaro che qualcuno voglia trasformarla in effetti nella resa dei conti, nell’Armageddon che farà cadere il governo Renzi (se si vuol prestare fede alle promesse del presidente del Consiglio e dei ministri Padoan e Boschi), ma noi che c’entriamo? Certo è stato Renzi a farla diventare tale, per l’appunto legando il destino del governo all’esito del referendum.

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News - Italia

di Tortuga da Lavoce.info del 21/7/2016 - Gli ultimi dati Istat sono un nuovo monito sulla crescita della povertà in Italia. Nello stesso giorno della loro pubblicazione, la Camera ha approvato il disegno di legge delega che prevede l’istituzione del reddito di inclusione. I passi avanti e quello che manca per fronteggiare l’emergenza. La povertà nei dati Istat. Recentemente l’Istat ha comunicato che nel nostro paese sono oltre 8,3 milioni le persone in condizioni di povertà relativa (ossia quando una famiglia di due componenti spende meno della singola persona media), mentre sono 4,5 milioni quelle in povertà assoluta (vale a dire al di sotto di una soglia che varia tra 400 e 1900 euro a seconda della composizione familiare e del luogo di residenza).

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News - Economia

di Antonio Ciniero da Sbilanciamoci.info del 18/7/2016 - Secondo i dati diffusi dall’Istat 1 milione e 470 mila famiglie (5,7% di quelle residenti) vivono in condizione di povertà assoluta. In Italia su 60 milioni di abitanti ci sono quasi 12 milioni di poveri
I dati sulla povertà diffusi nei giorni scorsi dall’ISTAT sono allarmanti: 1 milione e 470 mila famiglie (5,7% di quelle residenti) vivono in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni 102 mila persone (6,8% della popolazione residente) e ben 2 milioni 654 mila famiglie e 7 milioni 815 mila persone vivono in condizione di povertà relativa. In Italia ci sono quasi 12 milioni di poveri su 60 milioni di abitanti.

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News - Italia

di Franco Belci da Il Piccolo del 27/06/2016 - Il confronto tra il “si” e il “no” al referendum sulla riforma costituzionale è partito da subito con toni alti. Il premier ne porta, oggettivamente, la principale responsabilità avendo messo in palio se stesso e semplificato al massimo, in questo senso, la comunicazione, con valutazioni del tutto fuorvianti rispetto al merito: lo scontro sarebbe tra “inciucisti” (chi sostiene le ragioni del “no”) e “non inciucisti” (chi sostiene quelle del “si”). A dargli una robusta mano sono stati la ministra Boschi, che ha contrapposto partigiani autentici (per il “si”) e non autentici (per il “no”) e il collega  Franceschini per il quale il “no” sarebbe nientemeno che “un vero atto contro il Paese”.

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News - Italia

di Shadi Hamid da Lavoce.info del 22/7/2016 - Sono in molti a sostenere che la democrazia non può coesistere con l’islamismo. Ma forse è vero il contrario, almeno per alcuni paesi del Sud-est asiatico: la democratizzazione è andata di pari passo con l’islamizzazione. Perché la laicità non si può imporre. Modelli, popoli e valori condivisi. Si può imporre la laicità? Nella teoria e nella pratica, l’Islam ha dimostrato una forte resistenza alla secolarizzazione, persino (o in particolare) in paesi come la Turchia e la Tunisia dove i tentativi di renderlo una questione privata sono stati più vigorosi. Come argomento nel mio nuovo libro Islamic Exceptionalism, cosa significa nella pratica il fatto che l’Islam sia anomalo nella sua relazione con la politica?

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News - Mondo

di Giuliano Garavini da MicroMega del 14/7/2016 - Il futuro degli idrocarburi - anche se secondo calcoli recenti agli attuali livelli di estrazione ve ne sarebbe ancora per 70 anni - sembra segnato: gli stessi governi dei Paesi dell'OPEC sembrano convinti della necessità di prepararsi rapidamente all'era post-petrolio. Ma cosa succederà adesso e come cambieranno i piani energici dei differenti Stati? Un quadro per delineare i prossimi scenari globali. L'era delle energie fossili sembra volgere al termine. Il petrolio ha segnato la storia del ventesimo secolo, tanto che ha spalancato le porte all'avanzata di una nuova era, l'Antropocene, caratterizzata dalla capacità dell'uomo di trasformare radicalmente l'ambiente che lo circonda.

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News - Economia

di Stefano Pizzin del 27/06/2016 - Giovanni Tomasin, evocando il “dolce naufragar” di Leopardi, ha evidenziato come quel disperdersi nell’universo faccia parte dell’essenza umana; eppure, la nostra essenza, forse, non sta in quel “dolce”disperdersi ma nell’accorgerci che quell’universo ci è ostile, o almeno indifferente, e la nostra essenza è quella di agire, tramutare ciò che ci sta intorno e modificarlo in regione della nostra esistenza. Come il navigatore del “Dialogo della natura e un islandese”, viviamo in un mondo ostile che ci obbliga a difenderci e ad agire. Mai da soli però; l’uomo nel mondo, nonostante le utopie e le ideologie individualiste dell’ultimo pezzo del secolo scorso e che ancora dettano legge, non si salva come individuo e quello “homo homini lupus” che pare diventato il motto della nostra epoca continua a lasciarci indifesi davanti a una natura matrigna.

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News - Cultura

di Paolo Polli del 27/06/2016 - E' uscito in questi giorni nelle librerie l'ultimo lavoro  di Roberto Covaz, La casa del Duce, edito dalla LEG di Gorizia, presentato in anteprima alla recente rassegna èStoria. Covaz, giornalista, scrittore, attento e curioso narratore delle vicende di questa nostra complessa e controversa terra di confine, ambienta i suoi ultimi lavori, lui bisiaco doc, a Gorizia , in periodi diversi ma con un filo conduttore evidente. Mi riferisco a " Gorizia nella Grande Guerra " , a " La domenica delle scope " e, ora, " La casa del Duce ", libro che ha colto appieno il tema dell' ultima edizione di èStoria, Schiavi, e  cioè l'occasione di riflettere sulla libertà negata, la libertà cercata, la libertà conquistata. Quello di Covaz è racconto che ripercorre gli anni del secondo conflitto mondiale, partendo dal 1938 e poi concentrandosi dal 25 luglio 1943, alla caduta del fascismo, terminando nei primi giorni del maggio 1945, quando la fine del conflitto si intrecciò con la tragica contesa tra Italia e Jugoslavia, Oriente e Occidente, per il controllo delle nostre terre di confine.

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News - Cultura

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