Apertamente

di Checchino Antonini del 6/3/2019 - D’ora in poi la difesa sarà «sempre» legittima qualora ci si trovi «in uno stato di grave turbamento». Più pistole per tutti, oppure pistole di cittadinanza (ovviamente per cittadini bianchi), sicuri ma da morire. Il medioevo è servito all’ora del tè quando la Camera approva il disegno di legge sulla legittima difesa aprendo uno squarcio nel tessuto giuridico, civile e morale di questo Paese. E si avvicina il pagamento della cambiale che Salvini ha firmato alla lobby delle armi leggere, orgoglio italico, anzi padano. «È un sacrosanto diritto per le persone perbene, di cui si parla da anni e che sarà legge entro questo mese», dice Salvini.

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News - Italia

di Giampiero Cazzato da Patria Indipendente del 7/3/2019 - Giovanni De Luna, professore di Storia contemporanea all’Università di Torino, interpellato da Patria Indipendente sulla polemica tra la senatrice Liliana Segre e il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti in merito all’abolizione del tema di storia all’esame di maturità, mette subito i piedi nel piatto. Ma va oltre la polemica contingente: «La cancellazione della traccia di storia certifica l’incapacità della classe politica di avere dei valori da trasmettere sul piano del nostro rapporto con la storia. La mia impressione è che questo progetto è il punto di arrivo di un percorso che adesso il ministero sta certificando, ed è il fatto cioè che l’attuale classe politica ha un rapporto di estraneità se non di inimicizia profonda con la storia.

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News - Italia

di Marina Forti da Internazionale del 7/3/2019 - Questo articolo nasce dal lavoro comune di un gruppo di giornali europei, Europe’s far right research network, in vista delle elezioni europee del 2019. Ne fanno parte, oltre a Internazionale, Falter (Austria), Gazeta Wyborcza (Polonia), Hvg (Ungheria), Libération (Francia) e Die Tageszeitung (Germania). Sul finire di un inverno insolitamente tiepido su tutta l’Europa occidentale, bisogna chiedersi: l’Unione europea sarà in grado di fare la sua parte per contrastare il riscaldamento globale? Stiamo parlando dell’impegno a diminuire l’emissione di anidride carbonica e altri gas a effetto serra rilasciati dalle centrali termiche, dai motori, dalle industrie, dai sistemi di trasporti, dai cementifici di tutto il continente.

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News - Mondo

di Annalisa Camilli da Internazionale del 30/1/2019 - Spesso a sproposito si cita l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) – l’agenzia dell’Onu che si occupa di tutelare i diritti dei profughi – per affermare che i centri di detenzione libici non sono poi così disumani. Il ministro dell’interno italiano Matteo Salvini nel giugno 2018 aveva detto che quella delle torture in Libia è solo “una retorica” e aveva assicurato di aver visitato un centro di accoglienza “all’avanguardia” monitorato dall’Onu. Ma in questi giorni l’Unhcr ha ribadito di avere un accesso limitato ai centri di detenzione libici e in un nuovo rapporto “Viaggi disperati” ha inoltre spiegato che riportare indietro i migranti significa di fatto accettare che finiscano di nuovo nelle mani dei loro aguzzini.

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News - Mondo

di Alessandro Campi da Italiani Europei del 15/1/2019 - La crescita del sentimento antieuropeo, testimoniata dalla forza che hanno ormai raggiunto nei diversi paesi del continente i partiti che lo interpretano e lo cavalcano elettoralmente, difficilmente potrà es­sere arginata senza prima aver preso coscienza dei numerosi fattori – storici, culturali, economici e naturalmente politici – che sono alla base di tale crescita. È infatti la crisi del progetto di unificazione europea, per come esso si è sviluppato nell’arco degli ultimi quindici anni, all’interno di un contesto storico radicalmente mutato rispetto a quello in cui si era originato, ad aver determinato l’aumento della disaffezione/delusione dei cittadini nei confronti dell’Europa, non viceversa. Bisogna dunque partire dalle cause, non dagli effetti o dai sintomi.

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News - Europa

di Luigi Ciotti da Striscia Rossa dell'8/3/2019 - Il razzismo dei giorni nostri (e del nostro Paese) è strettamente intrecciato con il rifiuto e il disprezzo per la politica. E con l’affermazione che la politica è una cosa sporca e corrotta, che tutti i politici e i partiti sono uguali e che ci vuole un uomo forte (un capo, un duce, magari anche solo un capitano) capace di interpretare desideri e aspirazioni del “popolo”. Questo atteggiamento sembra a molti una novità, una svolta. Non è così. Siamo di fronte alla riproposizione del vecchio che assume la veste del nuovo, a un conformismo che salvaguarda – come sempre e al di là delle apparenze – gli interessi forti e ripercorre strade già tristemente battute.

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News - Italia

di Giacomo Pellini da Sbilanciamoci.info del 4/3/2019 - Un recente studio tedesco mostra come e perché una loro avanzata alle prossime elezioni europee di maggio metterebbe a repentaglio le politiche energetiche e climatiche dell’Unione.
I partiti di destra radicale non odiano solo i migranti, ma anche l’ambiente e le politiche climatiche. E la loro eventuale avanzata alle prossime elezioni europee – molto probabile, secondo diversi sondaggi – potrebbe mettere seriamente a rischio le politiche energetiche e climatiche dell’Unione europea, a partire dagli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi sul clima.

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News - Europa

di Bruno Anastasia da La Voce del 1/2/2019 - I dati di dicembre confermano lo stallo occupazionale. Dovrebbe proseguire nel 2019: un discreto risultato, visti i segnali dell’economia. Ma ciò non significa immobilismo. All’interno della struttura dell’occupazione si registrano mutamenti significativi. Le macrotendenze. La pubblicazione dei dati mensili Istat relativi a dicembre consente di valutare l’andamento del mercato del lavoro nel quarto trimestre 2018.
Essenzialmente le macrotendenze “sicure” sono quelle che via via si sono precisate nel corso dell’anno:

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News - Italia

di Roberto Fieschi da Striscia Rossa del 26/1/2019 - La tragedia del secolo scorso, la Shoah, non ha solo messo in luce le responsabilità degli Himmler, degli Eichmann, dei criminali nazisti e di chi con loro ha collaborato (durante il Terzo Reich si valutano oltre 15 milioni di vittime: 6 milioni gli ebrei, ovvero i 2/3 degli ebrei d’Europa).  Ha fatto emergere anche le debolezze, gli egoismi, a volte la viltà degli stati, dei governanti e di molte persone dei Paesi democratici che combattevano il nazismo. Di fronte al rigurgito di razzismo attuale, sia pure di piccoli gruppi di estremisti, e di fronte al diffuso sentimento di ostilità verso chi, fuggendo da guerre e fame, cerca ospitalità, vale la pena di fare un riesame autocritico di quanto accadde a cavallo degli anni Quaranta del secolo scorso.
Riprendo da appunti pubblicati anni fa.

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News - Mondo

di Božidar Stanišić da Balcani Caucaso del 25/01/2019 - Il pogrom degli ebrei belgradesi negli occhi e nelle parole di una bambina della stessa età di Anna Frank. Relly Alfandari e il suo libro autobiografico “ È stato solo un picnic”. Il libro autobiografico di Relly Alfandari Pardo “To je bio samo piknik” [È stato solo un picnic], originariamente scritto in francese, è uscito nel 2014 in versione serba per i tipi della casa editrice belgradese Službeni glasnik, nella bella e scorrevole traduzione di Radmila Šuljagić. Ho letto questo straordinario contributo alla memoria dell’umanità all’inizio dell’anno scorso. Con ritardo, si direbbe. Ma le mie numerose osservazioni, annotate su quasi ogni pagina del libro, sono ancora attuali. Sull’ultima pagina ho scritto: “Un libro della paura e della speranza, un libro della fiducia nella vittoria del bene sul male”. Aggiungendo: “Anna Frank e Relly sono nate nello stesso anno, il 1929”.

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